Wednesday, October 17, 2007

antichi miei

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antichi miei 19-21

Fra un trasloco e quell'altro, ho l'occasione di documentare molti pezzi, anche inediti, che risalgono fino al lontano 1979. Tutte fibre ecologiche, molte tinture naturali, figure quanto meno possibile, più che altro coincidenze e interferenze tra fili in un kilim minimalista.
In questo mucchio di arazzi astratti (e cioè tessilmente concreti), si infiltrano i sorrisi formali e figurali di una Gioconda e due Buddha.
Infine, si inserice la greve e vile materia di Palle Tessili, ancora più recenti.

Palle tessili

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Thursday, October 11, 2007

Palio di Porchiano 1-3


Progetto Palio Porchiano

Lo obiettivo è la produzione di un palio tessuto a mano, di circa 2 x 2 mt, da ostendersi in occasione di feste, sagre, esposizioni e cortei. Il tessuto è realizzato con fibre di recupero (buste di plastica, stoffe lacerate) che compongono il disegno essenziale di una porta turrita, assunta come emblema del paese di Porchiano del Monte.
Ma ben più che la creazione del Palio, inteso come opera o prodotto finito, l'obiettivo mirato è il suo processo produttivo, cioè nella situazione collettiva di un laboratorio formativo e creativo (workshop)...
vai a Progetto Palio Porchiano







Thursday, October 04, 2007

Mostra personale a Brescia

La Parada http://www.laparada.it
Dal 14/10/2007 al 2/11/2007
Inaugurazione il 14/10/2007 alle ore 18:00
Mostra del Maestro Tessitore Luciano Ghersi

Wednesday, September 26, 2007

Sempre Sassi di Davide


Sono stato al monte Amiato
dov'è morto Gesù Cristo.
Anche lui l'era socialisto
e morì per la libertà.




Son tornato a Monte Labro per visitare il tempio del santo Davide, David Lazzaretti, profeta di Arcidosso e messia dell'Amiata ( * ). E' un santo proclamato dal popolo... per la chiesa di Roma era un eretico scomunicato: comunista e garibaldino. Garibaldino, precisamente no: andò solo volontario con l'Esercito Sabaudo, nei primi attacchi allo Stato Pontificio. Quanto al suo comunismo, era mera applicazione del vangelo: "La repubblica è il Regno di Dio", era il motto di David. Peraltro, chiamava la chiesa di Roma "setta scriba e farisaica dell'idolatria papale". Ebbe religiose visioni che lo portarono a edificare riforme sociali e nuove architetture. Ebbe un grande seguito di popolo, che fu represso dopo la sua morte, avvenuta alla testa di un corteo per evitare una strage, premediata politicamente da funzionari del Regno d'Italia ( ** ).



Son tornato a Monte Labro per visitare il tempio del santo Davide... ma ci sono passati i restauratori. Ebbene, nonostante cent'anni di progressi scientifici, qui hanno fatto un lavoro peggio che Troia, la città reinventata dall'Evans, celebre archeologo ma fantasioso.
Tra i ruderi della nuova Sionne, città del santo David, ora hanno piamente sepolto la fornace per cuocere la calce, già necessaria per edificare le architetture comunitarie. Quella fornace non è ritenuta storicamente istruttiva. Eppure trasmette lo straordinario episodio dei davidiani, tutti in fila per chilometri, a passarsi di mano fascine di legna, per la fornace ardente in vetta alla montagna, dirimpetto al vulcano dell'Amiata
Il forno del pane comunitario non è invece scomparso: me nanno fatto uno nuovo, in un posto migliore anche se, ovviamente è vietato cuocerci il pane, pericolo di incendi. Sono ovviamente vietati anche tradizionali "Fuochi di Davide", i falò per l'Assunta. Tali restauri e tali divieti su luoghi del fuoco forse sarebbero da rimeditare, rispetto a David che, com'è noto, fu battezzato e ribattezzò con il fuoco.



Tutt'attorno: parapetti e scalette con tipici archetti: una piccola Disneylad di tipiche pseudorovine. "Poveri popolini, quando le macchie saranno giardini!
Così a Monte Labro, si può visitare Davidland. In questa bella impresa, c'entrano almeno il Municipio di Arcidosso, il Centro Studi David Lazzaretti, il parco Paunistico Ambientale, in cui rientra il sito e, soprattutto il Monte dei Paschi: la rapina bancaria più antica d'Europa. Mentre le Belle Arti, han ben altro a sovrintendere, che dei ruderi di officina rurale. La Torre spiralata di David è forse più rara, perchè fu progettata da un mistico sogno, però non è certo un palazzo e neppure una chiesa... non c'è troppo da spenderci in studi e contributi.


Ma gli archeologi o restauratori (o geometri, temo architetti) hanno mutato pure la sostanza, oltre alla forma delle reliquie. Non si sono occupati del recupero delle pietre originali, certo piuttosto difficili da sistemare: non presentano il taglio e il formato uniforme della pietra moderna da costruzione... né più c'è muratori di una volta. E pietre ancora scomode a pigliarsi: cadute molte giù per i dirupi, anche in seguito ai tiri di artiglieria. I militari al tempo del Fascio, bersagliarono il sito per anni di normalissime esercitazioni, senza intenti vandalici.
Così l'altr'anno, scaricavano in sito qualche bel camion di pietre fresche, con tanto cemento e tubi di ringhiera. La colossale chiavarda di ferro, con tanto di occhiello forgiato a mano, l'hanno gettata allora tra rovi, perché non resta muro più, da contenere. Invece, le pietre bellamente intagliate che incorniciavano i muri crollati, non si sono toccate ne assicurate. Di pietre scolpite, ne restano ancora qua e la, a disposizione di chi ne voglia altre trafugare, per riciclarle nei tipici casali toscani. Stesso discorso e stesso destino per quegli inutili scolatoi di pietra, affrettarsi...
Ricordo in proposito, che proprio l'architetto di Davidland approvò la mia ipotesi di un restauro lievissimo, volto a recuperare e valorizzare i pregiati manufatti lapidei, soprattutto cornici e scolatoi. Bastava ricomporli e collegarli tutti al suolo in un'opportuna disposizione. Il lavoro del cantiere di arte pubblica "I Sassi di David" aveva già propagandato coi fatti esattamente questa operazione (*** ). Si dislocarono pietre, assai meno pregiate, perimetrali al bersaglio per l'artiglieria per ricomporre il simbolo di David )+(, segno che, stranamente, si traccia con le identiche linee di un bersaglio (+). Non per nulla: era profeta.
Nel suo piccolo, il cantiere di arte pubblica fu ugualmente deriso. Salvo poi a lavori eseguiti, sfruttarne le immagini nelle pubblicazioni promozionali del Municipio. Nel suo piccolo, nel suo piccolissimo, così si va e si ripete la Storia.
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( *) Per la storia su David lazzaretti, leggi: David Lazzaretti, la vera storia. ON LINE: Edizioni Stampalternativa
( ** ) Per il delitto di Stato, leggi: Piero Gremio; David Lazzaretti, un delitto di stato. Storia Ribelle editrice.
( *** ) Per "I Sassi di David": http://www.hypertextile.net/IAP/sasdav.htm cerca: "Istituto Arti Pubbliche" + "IAP".

Saturday, September 22, 2007

Primo Corso di Telaio Vero

Facoltà di Tessere a Porchiano del Monte
Primo Corso di Telaio Vero

Due o tre fasi dell'ordire

Ordire sulle mura


Warping on the Wall - Ordire sulle Mura

PRIMO TEMPO. Dentro a una torre della Piccola Muraglia Porchianese, un tessitore prepara gomitoli di filo colorato con il suo mulinello. Poi distende il suo filo lungo le mura. Un'anziana signora gli chiede che lavoro è. Lui risponde che è l'ordito.
SECONDO TEMPO. Stessa scena di Muraglia Porchianese, il tessitore svolge un rotolo di stoffe che poi taglia con le forbici. Raccoglie i pezzi e si allontana, saltuando un piccolo cane. E' il suo?
Un ulteriore interrogativo irrisolto: che cosa è mai successo tra il primo tempo e il secondo? Perché gli stessi quei fili sono diventati stoffe? Alla prossima puntata, si svelerà la trama...

Accarrettare

Friday, August 24, 2007

2 tappeti e 1 kimono







Due tappeti annodati, uno con la lana e quell'altro con le stoffe stracciate.
Più sopra, un kimono ciclistico, tessuto con le camere d'aria di bici e anche un po' di tulle.
Cliccando sulle foto, si aprono gli album.

Saturday, August 11, 2007

Inaugurazione a Porchiano del Monte

11 agosto, ore 18 - 24
Si apre l'anno accademico della Facoltà di Tessere
INVITO PUBBLICO
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o vai su Terninrete
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Tuesday, July 31, 2007

nella vecchia Facoltà


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Arti in Campo 2005, situazione francamente antesignana della nuovissima
Facoltà di Tessere.
Là insegnavo un po' di tessitura a delle profughe Saharawi, già laureatesi variamente all'Avana. Il video si intitola
L'Africa incomincia all'Ombrone
perché allora si stava in Maremma e perché sempre si venera
Luciano Bianciardi, cui si deve la storica frase.

Alcuni si stupiscono che la Facoltà di Tessere abbia sede in un giardino, sia pure provvisoriamente. Ma il giardino puo sembrare una sede poco accademica solo a chi non ricordi che la madre di tutte le accademie, che è la scuola di Platone, nacque proprio nel giardino di un certo Academo... e appunto da questo prese il nome di Academia. Pure Epicuro insegnava in un giardino, ma pare che fosse di sua proprietà. La scuola dei filosofi stoici stava invece sotto un portico, che in Greco si dice "stoà". Stoici insomma, vuol dire in origine "quelli del portico". Per quanto poco stoico, come soluzione, il portico offriva un certo riparo dalle intemperie. Ancora oggi, negli Stati Uniti, chiamano "Campus" le università, per quanto abbiano sedi assai più struttrurate, e più prestigiose, di un campicello.

Nello storico VIDEO, si noti l'insegna accademica "Studio Tessuti", ereditata dalla Facoltà di Tessere (Studio è sinonimo di Università come in "Studium Bononiae", l'ateneo bolognese).
Si noti il vagone da circo, emblematico dell'eterna confusione tra professori, filosofi e zingari... Ma che ci posso fare? Non invento mai nulla di nuovo!
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Altro su Saharawi
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POST in Blog:
Reality and politics in the Saharawi carpets
Saharawi, tessitura e belle arti
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FOTO Arti in Campo 2005
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SITO in HyperTextile Net:
Formazione tessile Saharawi